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Elisa Porcu, ex masterina,  dove tuttora copre il ruolo di Textile Research and Purchasing Specialist presso Loro Piana

La prima domanda è per conoscere le sue impressioni sul Biella Master. Come ne è venuta a conoscenza, quali erano le sue aspettative quando ha deciso di partecipare alle selezioni e come si sono poi concretizzate?

Sono venuta a conoscenza di questo percorso poco dopo essermi laureata. Avevo ricevuto una lettera dalla segreteria del Biella Master in Sardegna mentre ancora vivevo a Pavia, dove avevo studiato e che avrei a breve lasciato per cominciare un nuovo percorso.

Cercavo lavoro ma non trovavo alcuna opportunità che mi entusiasmasse e travolgesse. Quando lessi il contenuto di quella lettera, capii subito che avevo scoperto la mia strada. Le mie aspettative furono alte. Non volevo solo partecipare alle selezioni ma trovare me stessa scoprendo una inclinazione che fino a quel momento era solo interiore, irrazionale: l’amore per il bello. Il master ha materializzato ciò che fino a quel momento era incosciente passione.

Il programma prevede stage aziendali in USA, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Giappone, Perù a contatto con ambienti di lavoro molto diversi da quelli italiani. Che cosa l’ha colpita maggiormente?

Ciò che mi colpì all’estero fu trovare persone diversissime eppure legate indissolubilmente all’amore per la propria terra e le proprie tradizioni tessili e il proprio lavoro. Pur parlando di continenti diversi la conditio sine qua non fu l’attaccamento. Questo attaccamento l’ho anche io per la mia terra, la Sardegna, che come Biella ha una tradizione tessile importante, anche se sicuramente non industriale. Riconoscere questo sentimento anche negli altri, quando viaggi, ti fa sembrare il mondo più piccolo e più vicino.

Come giudica i rapporti con gli imprenditori e i responsabili dei settori che l’hanno ospitata?

Descriverei il rapporto tra loro e noi così: un rapporto di passaggio, di comunicazione di un messaggio, di condivisione. Le imprese che ci ospitano sanno che i masterini desiderano ascoltare la testimonianza del mondo tessile. Gli imprenditori e i responsabili delle funzioni ma anche gli operatori nei reparti sono stati sicuramente molto generosi con me. Ricordo quando presso una delle imprese ospitanti ebbi in regalo il mio primo ago per scampionare i tessuti. Ero emozionata all’idea di averne uno mio. Era stato un gesto che mi aveva commosso perché sapevo che fosse come un passaggio di testimone.

 

Attualmente lei è Textile Researcher presso Loro Piana LVMH Group, in che cosa consiste il suo lavoro e come l’ha affrontato dopo il Master?

Fare il mio lavoro significa fare programmi che talvolta devi quotidianamente ristabilire. Comporta cambi di rotta e adeguamenti continui. Quando hai a che fare con i creativi devi abituarti a relazionarti in modo molto aperto a coloro che ti circondano. Non basta solo sbloccare un lab dip e trovare il materiale giusto valutandone la caduta o la mano. Comporta un investimento per supportare il flusso di idee e materializzare le aspettative dei creativi in materiali preziosi, che sono vivi. Il Master ti educa alla pazienza e alla discrezione e non avrei mai potuto fare questo lavoro che comporta non solo competenze tecniche ma intelligenza emotiva e intuizione.

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