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Luciano Barbera intervistato da Joseph Abboud




Lo scorso 24 aprile, alla vigilia del suo 83° compleanno, Luciano Barbera è intervenuto nella trasmissione radiofonica “Threads” (listen now) di WABC di New York, condotta dal celebre stilista Joseph Abboud. Dialogando con il conduttore e amico, il presidente della “Fondazione Biella Master delle Fibre Nobili” ha ricordato alcuni importanti momenti della sua formazione e della sua attività creativa e imprenditoriale, parlando anche del master. Abboud, che lo ha presentato come “l’uomo dei tessuti”, persona caratterizzata da uno stile inconfondibile e senza tempo, gli ha chiesto come è nata la sua prima collezione. Luciano Barbera ha ricordato quando, nel 1968, il fotografo Ugo Mulas lo ritrasse in un paio di fotografie che furono pubblicate su Uomo Vogue Magazine e che fecero il giro del mondo: “Una sera, mentre ero a Biella nella mia fabbrica a Pianezze, sono stato avvisato che c’era alla porta un gentiluomo americano che mi voleva parlare. Era Murray Pearlstein in viaggio con sua moglie. Aveva in mano la rivista dove erano riportate le mie fotografie e mi disse che avrebbe voluto acquistare la mia collezione di abiti. Io gli risposi che non producevo abiti, ma disegnavo solo tessuti nell’azienda di mio padre. All’epoca la Carlo Barbera vendeva in America una prestigiosa flanella di lana cardata e Murray mi incitò a produrre una collezione di abiti e giacche con tessuti esclusivi, dicendomi che sarebbe stato il primo a importarla in America presso il prestigioso store “Louis Boston”. Ho impie- gato un paio d’anni per dare for- ma a questa collezione che ho poi presentato a Pitti Uomo a Firenze nel 1970”. Luciano Barbera ha ricordato quindi anche il padre Carlo, colui che lo ha spinto a conoscere e approfondire tutti i segreti della produzione tessile: “Dopo aver terminato gli studi tessili a Biella e aver conosciuto in fabbrica tutte le fasi della filiera tessile, mio padre mi mandò in Inghilterra, dove ho seguito corsi di tecnologia tessile in Università a Leeds e fatto altre esperienze dirette, lavorando nelle fabbriche e imparando molto. Quando sono ritornato in Italia ho incominciato a disegnare tessuti speciali, soprattutto per giacche, che sono sempre state il mio segno distintivo”. Quell’esperienza ha ispirato la nascita del Biella Master:

“Mio padre è stato un uomo molto lungimirante, perchè negli anni difficili del Dopoguerra, quando le risorse erano poche, ha avuto l’intuizione di mandarmi in In- ghilterra, nel luogo in cui all’epoca si producevano i migliori tessuti del mondo. Ed è proprio in suo onore che nel 1986 è nata la mia idea di creare un corso per laureati, con l’intento di stimolare giovani talentuosi a immergersi nel linguaggio del settore tessile-abbigliamento a 360°. L’idea si è subito concretizzata grazie a un gruppo di imprenditori illuminati, che con me ha dato vita al “Biella Master delle Fibre Nobili: aziende come Botteghe d’Arte”.

Ogni anno – ha ribadito Luciano Barbera in trasmissione – istruiamo laureati selezionati, assegnando loro borse di studio affinché possano recarsi nel mondo a ve- dere dove nasce la materia prima, in Australia e Nuova Zelanda per la lana, in Cina per il cashmere, in Perù per l’alpaca, come si trasforma, prima in filato poi in tessuto e capo di abbigliamento, e infine imparando a conoscere i mercati della distribuzione”. Partendo dal suo brand e dalle sue collezioni, improntate alla qualità e all’idea di fornire abiti capaci di vestire ogni persona preservando la loro individualità, dalla testa ai piedi, Luciano Barbera asserisce di offrire al consumatore qualcosa che Lui stesso ama e indosserebbe e la Sua collezione diventa uno stile di vita. Il Suo DNA sono la qualità ed i dettagli. Ha parlato della Sua “crusade” sul Made in Italy, come la definì il Sunday Times, di cui Barbera è paladino da anni. “Credo nel vero “Made in Italy”, ossia che il prodotto finale in vendita così etichettato sia realizzato interamente in Italia, in ogni fase del suo processo. Spesso si trovano capi etichettati “Made in Italy” anche quando in realtà in Italia è stata realizzata solo l’ultima fase sostanziale. Come si interpreta sostanziale?”, si chiede Barbera. In chiusura d’intervista ha ricordato anche il suo speciale rapporto con gli Americani, partendo dal giorno in cui John John Kennedy entrò nel suo showroom di New York al Crown Building e gli disse: “Voglio vestirmi come te”. “Allo stesso modo – ha concluso Luciano Barbera – ho avuto apprezzamenti da tantissime altre personalità internazionali, che oggi purtroppo non sono più tra noi. Da loro ho ricevuto la forza e lo stimolo per andare avanti. Quando incontro i ragazzi del Biella Master racconto questi episodi e li invito a coltivare sempre i loro sogni. I sogni possono cambiare, ma è importante averne uno nuovo ogni giorno”.

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